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Social media management 

Social media, niente panico. Con metodo, si possono gestire al meglio: impostare una social media policy, un piano editoriale, le regole di ingaggio, il piano di monitoraggio e poi aiutare l'azienda a fare proprio tutto questo.

Primo: non improvvisare

Se ci è mai capitato di fare affari con persone che provengono da culture distanti rispetto alla nostra, abbiamo già sperimentato quanto l'ignoranza di usi e costumi può essere una barriera difficile da superare.

Sbarcare sui social senza averne esperienza rischia di essere controproducente: chiediamolo a certi ristoratori, che rispondono in malo modo a delle recensioni poco lusinghiere o ancora, agli entusiasti che si mettono i like da soli a ogni cosa che postano.

Essere attivi sui social significa stimolare delle conversazioni o prendere parte a conversazioni già avviate, cercando di far sì che il proprio impegno sia significativo e porti, giorno dopo giorno, ad accrescere il valore dell'impresa.

Già la scelta del "dove conversare" è importante: muoversi solo su Facebook quando i nostri interlocutori ideali usano prevalentemente Linkedin quando sono concentrati sul proprio lavoro e usano Facebook solo per divertimento? Forse non è la scelta migliore.

Mettersi a comunicare con messaggi e immagini sopra le righe, quando il nostro brand vuole esprimere una certo stile? Anche qui, è evidente che c'è qualcosa che non va.

Pianificare insieme a dei professionisti la propria presenza sociale è importante tanto quanto affidarsi a delle persone competenti per la realizzazione del proprio sito internet: la natura di punto di contatto preferenziale del canale sociale lo rende un punto nevralgico della presenza in rete dell'azienda, da non trascurare o sottovalutare.

Acquisite le competenze per una corretta gestione dei social media, portarli all'interno dell'azienda è la mossa più adeguata, sia per una questione di costi sia per la possibilità di far emergere in maniera più chiara la voce dell'azienda.